Il compositore
Vincenzo Bellini: da Catania a Parigi
La breve vita di Bellini in nove tappe: una famiglia di musicisti a Catania, una borsa di studio a Napoli, le opere milanesi, un ritorno a casa e una morte prematura vicino a Parigi.
Prenota i posti per il concerto ↗Una famiglia di musicisti a Catania
Vincenzo Bellini nacque a Catania nel novembre 1801, il maggiore di sette figli. Suo nonno e suo padre erano entrambi organisti e insegnanti, quindi la musica era il mestiere di famiglia: suo nonno lavorava come organista e insegnante a Catania dal 1767. Dopo il 1816 Bellini visse con suo nonno, che gli diede le sue prime lezioni, e iniziò a comporre in giovane età. Alcune storie del suo genio infantile sono probabilmente leggendarie, ma la casa e le lezioni sono ben documentate.
Una borsa di studio dalla sua città natale
La famiglia non poteva permettersi di mandarlo a Napoli, così intervenne la città. Nel maggio 1819 i padri della città di Catania approvarono all'unanimità una pensione quadriennale per i suoi studi al Real Collegio di Musica di Napoli, dopo che il nuovo capo della provincia e sua moglie lo incoraggiarono a fare domanda. Lasciò casa quel luglio portando lettere di presentazione a persone potenti, e avrebbe vissuto a Napoli per i successivi otto anni.
Napoli e le prime opere
Al conservatorio studiò i maestri napoletani e le opere orchestrali di Haydn e Mozart, e conobbe Francesco Florimo, che divenne un amico di tutta una vita e il suo primo biografo. La sua prima opera, Adelson e Salvini, fu scritta per il conservatorio e rappresentata da un cast di soli studenti maschi, e fu così popolare che venne data ogni domenica per un anno. La successiva, Bianca e Gernando, arrivò al Teatro di San Carlo il 30 maggio 1826 e fu un successo.
Milano e Il pirata
Bellini si recò poi a Milano per scrivere per La Scala. Il pirata, rappresentato per la prima volta il 27 ottobre 1827, fu il suo trampolino di lancio: riempì il teatro quindici volte nella stagione milanese, e dopo le produzioni a Vienna e Napoli nel 1828 il suo nome iniziò a viaggiare. Fu anche la prima delle sue collaborazioni con il librettista Felice Romani, che divenne il suo principale partner creativo.
1831: due capolavori
La sonnambula debuttò al Teatro Carcano di Milano il 6 marzo 1831, con Giuditta Pasta nel ruolo di Amina e Giovanni Battista Rubini in quello di Elvino. Norma seguì alla Scala il 26 dicembre 1831. La prima serata fu tiepida, e Bellini parlò di un fiasco, ma la seconda andò meglio e l'opera divenne presto un successo. Entrambe le opere sono ancora rappresentate nei maggiori teatri, ed entrambe offrono a un programma belliniano le sue arie più celebri.
Un ritorno a casa
Nel marzo 1832 Bellini tornò a Catania, dove le autorità e i cittadini gli riservarono un'accoglienza civica, e un concerto la sera successiva incluse estratti da La sonnambula e Il pirata. Il Teatro Comunale che lo ospitò è stato nel frattempo sostituito dal Teatro Massimo Bellini, inaugurato nel 1890 e che porta il suo nome. Rimase circa un mese prima di proseguire per Palermo.
Parigi e I puritani
Bellini in seguito viaggiò all'estero e scrisse I puritani dopo una visita a Londra. Debuttò al Théâtre-Italien di Parigi nel 1835 e fu un grande successo. Il Re di Francia lo nominò cavaliere della Légion d'honneur, e il re di Napoli gli conferì la croce di un ordine. Coronò così una carriera internazionale durata meno di dieci anni.
Puteaux, e il ritorno a casa
Bellini morì a Puteaux, vicino a Parigi, il 23 settembre 1835, all'età di 33 anni. Fu sepolto al Père Lachaise, e i tentativi di riportarlo in patria richiesero decenni. Nel 1876 le sue spoglie furono trasferite nella Cattedrale di Catania e lì tumulate, e il Museo Belliniano nella sua città natale conserva oggi i suoi manoscritti. La sua elaborata tomba a Parigi, ora vuota, si erge ancora accanto a quella di Rossini.
Ciò che ci ha lasciato
Verdi lodava le ampie melodie di Bellini come ineguagliabili, Wagner ne ammirava l'unione di musica e testo, e anche Liszt e Chopin erano suoi ammiratori. Molte delle sue opere, tra cui Il pirata, La sonnambula, Norma e I puritani, sono ancora rappresentate nei maggiori teatri d'opera. Il suo ritratto apparve una volta sulla banconota italiana da 5.000 lire. Ecco perché un concerto della sua musica qui sembra una tradizione locale.
Fonti